La non collocabilità di certi prodotti come possono essere i pensieri è un problema che mi affligge in modo singolare. Non saprei dire se si tratta di una cosa molto grave. E' un assillo. Un qualcosa che mi distrugge in maniera interna. Quasi quanto un discorso di Bossi. O un vaso coi fiori che tua moglie ti ha lanciato appresso. Dopo che ti ha colto in flagrante appartato in macchina con una minorenne. Nella macchina di tua moglie. Inoltre tua moglie sai con certezza che ha una relazione con suo suocero. O meglio con le ceneri di suo suocero (che è tuo padre), fatto cremare da anni, e conservato in una cantina buia dove lei si masturba cospargendosi un liquido composto da lubrificante vaginale artificiale, "crema" di cadavere e acqua.
Quindi certi pensieri, di notte, non si possono dire. Certi altri anche di giorno. Che orrore. Un altro problema che ho è che ho paura degli squali e non riesco più a farmi il bagno. La paura per gli squali mi è nata di recente e insieme ad essa è sorta una devozione verso Spielberg. Agli squali presto si aggiungeranno gli alieni. E poi gli smart-phone.
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