sabato 16 luglio 2011

These Days

In questi giorni seguo un corso per sceneggiatori in un centro di produzione cinematografica (Pigrecoemme) dove è passato, qualche tempo fa, addirittura Abel Ferrara. Serviva uno schermo per proiettare Napoli Napoli Napoli (prodotto da Gaetano di Maio per la Figli del Bronx produzioni), da poco finito di girare. Ci raccontano che durante una lezione di regia, suona il citofono e chi risponde ode una voce rauca, in un slang newyorkese: è Ferrara che si offre disponibile a trasportare lo schermo bianco che non c'è in quel luogo dove prevedono la proiezione poche ore dopo.
I corsisti, inizialmente increduli, stavano scolpendo per sempre un'immagine impressionante nella loro memoria, il ricordo casualmente gratuito, del mito con la sua vicinanza umana oltre che fisica.
Abel a Napoli - Backstage Napoli Napoli Napoli
"E' il padre eterno" dicono da queste parti, nonostante qualcuno conosca "dall'interno" le controverse vicende produttive dei suoi ultimi lavori partenopei. Intanto gli è stata data la cittadinanza onoraria (suo nonno padre era di Sarno) e sborsato un bel fiume di denaro per girare il docu-film "Abel Ferrara's Grandfather", sempre prodotto da Figli del Bronx, ambientato a Sarno ma, incomprensibilmente, da girare in Romania. Sarà pronto entro il 2013 e presentato al Forum delle Culture. Qui si polemizza anche su questo.

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